Tipi di filtri per piscina

Tipi di filtri per piscina

La filtrazione delle acque è un processo meccanico che si occupa di ripulire l’acqua da piccoli insetti, foglie e particelle indesiderate. Il potere filtrante dipende dal tipo di strumento utilizzato e la dimensione dell’impianto deve essere rapportata al tipo di piscina utilizzata.

Nel caso delle piscine pubbliche, gli impianti di filtrazione sono molto grandi e dotati di potenti pompe. Possono sfruttare dei metodi di filtraggio a base di sabbia o di diatomee. Nel caso delle piscine private “casalinghe”, essi sono molto più contenuti in fatto di dimensioni e sfruttano sistemi di filtrazione molto più semplici ed economici.
Vediamo nel dettaglio come funzionano questi filtri e quali vantaggi o svantaggi essi comportino.

Filtri ad uso domestico

Nel caso di piscine di piccole e medie dimensioni fuori terra, la principale tipologia di filtro utilizzata è quella a cartuccia. Si tratta di un cilindro (da cui il nome “cartuccia”) che contiene al suo interno un elemento filtrante, attraverso il quale viene fatta passare lentamente l’acqua prelevata dalla piscina attraverso un bocchettone. Le particelle di diametro fino a 20 micron verranno trattenute dal filtro, restituendo dall’altro lato acqua pulita che verrà nuovamente immessa nella piscina. La vita media di un filtro di questo tipo è di circa 20 giorni e non esiste un sistema di pulizia del filtro integrato, ma sarà necessario rimuovere il cilindro e lavarlo sotto acqua corrente.

Per piscine dalle dimensioni più elevate è consigliato l’utilizzo di un filtro a sabbia (di silice o di quarzite), che ha la caratteristica di essere più duraturo e di filtrare particelle dalle dimensioni superiori a 50 micron di diametro. Un singolo filtro richiede in genere tra i 25 ed i 40kg di sabbia che va cambiata solamente ogni due o tre anni. Questa tipologia di filtro è dotata anche di un sistema di lavaggio del sistema filtrante, detto controlavaggio. Si tratta di far passare l’acqua in senso inverso, questa procedura farà sì che le particelle vengano rimosse e il filtro riacquisti il suo potere purificante originale. Seppur più costoso di un filtro a cartuccia, questo sistema si rivela essere un investimento sul lungo termine.

Nel caso di piscine molto grandi, stabilimenti pubblici o privati e strutture dal grande afflusso di utenti, solitamente è presente anche un prefiltro, ossia una sorta di “cestello” che raccoglie foglie, detriti, oggetti vari che vengono persi all’interno della piscina, impedendo che possano danneggiare filtri e pompe.

Passando a strutture di dimensioni ancora più elevate come le piscine sportive, solitamente in esse viene utilizzato un ulteriore tipologia di filtro, detta a diatomee. Le diatomee sono degli organismi fossilizzati reperibili in commercio sotto forma di una sorta di “farina”. I filtri a base di diatomee sono più piccoli e consumano meno energia elettrica rispetto ai filtri a sabbia, inoltre il processo di controlavaggio richiede meno dispendio di acqua. La filtrazione avviene sfruttando il grande potere filtrante di queste alghe fossili, unitamente alla grande superficie filtrante. Le particelle trattenute hanno dimensioni inferiori ad un micron, rendendo questo metodo il più efficiente per quanto riguarda il potere di filtrazione. Lato negativo sono il costo delle diatomee stesse e la necessità di utilizzare varie precauzioni durante il processo di manutenzione, dato che questa “farina” ha dimensioni molto ridotte e potrebbe essere inalata e causare problemi all’apparato respiratorio.

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