Pannelli solari sottovuoto: pro e contro

Pannelli solari sottovuoto

I pannelli solari sottovuoto sono una tipologia innovativa di pannelli o collettori solari e come tali permettono di sfruttare l’energia del sole per produrre calore.

Questa energia, gratuita per sua natura, rende meno necessaria la presenza nelle case, sia per l’acqua sanitaria che per il riscaldamento, di altri sistemi per produrre calore, non solo più costosi ma anche meno ecologici. Nati in Cina, sono oggi molto presenti nel Nord Europa e anche in Italia. I pannelli solari sottovuoto si distinguono dai più noti pannelli piani. Questi ultimi sono studiati soprattutto per tetti e terrazzi esposti a sud, mentre in condizioni di inferiore esposizione solare possono subentrare i pannelli sottovuoto, costituiti da file perpendicolari di tubi di vetro.

Dentro ad ogni tubo è alloggiato un secondo tubo, quest’ultimo rivestito da una particolare vernice che lo rende più abile nell’assicurarsi i raggi del sole. Tra i due tubi si verifica un effetto thermos che permette al sistema di evitare la perdita di calore dovuta alla dispersione. Meno calore perso si traduce in maggiore efficienza. Per effettuare una valutazione sono da considerare tutti gli aspetti di questo sistema, costituiti dalle qualità più incisive ma anche dagli immancabili punti deboli.

Valutare le qualità dei pannelli solari sottovuoto

I collettori a tubi sottovuoto, associati a varie tipologie di caldaie come quelle a biomassa, a condensazione o pompa di calore, si possono utilizzare per scaldare non solo l’acqua sanitaria ma anche la propria abitazione. Tra le prime qualità di questi pannelli, c’è sicuramente il rendimento che può superare del 20% quello dei migliori pannelli piani.

Questa resa maggiore permette al sistema di lavorare bene per tutto l’anno, anche nelle zone con gli inverni più freddi e nuvolosi e non solo quando il cielo è sereno e la temperatura esterna è favorevole. Anche con grandine, vento forte o altre condizioni climatiche avverse, i tubi sottovuoto non si corrodono facilmente.

Nel caso in cui si danneggi un tubo, esso può essere sostituito senza dover rivedere tutti gli altri tubi e per la manutenzione basterà rimuovere la polvere. Un altro importante vantaggio è costituito dalle proporzioni più contenute rispetto ad altre tipologie di pannelli. Il sistema funziona anche dove sia necessaria la “circolazione forzata“, ovvero quando non è possibile sfruttare la gravità tra il serbatoio di accumulo dell’acqua e il pannello. Infine, nonostante siano meno conosciuti di altre tipologie di pannelli solari, quelli sottovuoto sono stati lungamente testati ed oggi, oltre ad essere efficienti, sono anche sicuri.

Considerare i punti deboli

La tecnologia che si trova all’interno, complessa ed avanzata, rende questo tipo di pannelli più impegnativi non solo da un punto di vista economico. Devono essere necessariamente collocati da personale formato e specializzato che si occuperà anche di installare un software adeguato alla gestione.

Diversamente, si rischia di perdere molto in termini non solo di produttività ma anche di sicurezza. Nel caso di accumulo di acqua non utilizzata in estate, un impianto sottovuoto imperfetto può raggiungere anche i 250° comportando malfunzionamenti o veri e propri danni. Sono le guarnizioni dei tubi ad essere particolarmente vulnerabili alle temperature troppo elevate. Tra i punti deboli, rispetto ai pannelli piani, ci sono anche i margini di installazione, che necessitano di una inclinazione imposta e compresa tra 30 e 70 gradi. È una condizione non rara sia sui tetti che su balconi o pareti. Deve, però, essere verificata, insieme a tutti gli altri aspetti tecnici, tramite un accurato sopralluogo eseguito da esperti.

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