Usare il condizionatore senza sprechi

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Condizionatore: come evitare gli sprechi

Ricorrere al condizionatore e è ormai essenziale durante le estati torride che possono colpire alcuni paesi d’Italia. Da nord a sud, in ogni caso, durante i mesi più difficili si possono sfiorare i 40 gradi centigradi al sole e in alcuni casi anche superarli.
Un climatizzatore è in grado di trasferire l’aria calda presente nell’abitazione verso l’esterno, attraverso un ciclo frigorifero fra lo splitter e la macchina ove risiede il compressore, posizionata fuori dalla casa. Quest’ultimo è responsabile della maggior parte dell’energia assorbita da un impianto simile ed è parecchio significativa.

Questo comporta a importi non indifferenti a proposito della bolletta elettrica, in quanto l’apparecchio necessita di restare acceso più ore al giorno per diversi mesi. Attraverso alcune accortezze, però, hai la possibilità di aumentarne l’efficienza in modo da risparmiare notevolmente sui costi.

Presta attenzione all’isolamento dell’edificio

Si tratta dell’elemento più importante che influisce direttamente sull’efficienza del condizionatore. Coibentazione dei muri, qualità degli infissi e spessore dei vetri sono essenziali per isolare la casa verso l’esterno. Questo ti permette di raggiungere la temperatura impostata molto più velocemente e, soprattutto, di non disperdere l’aria fresca ottenuta consumando parecchia energia.
Siccome potrebbe comportare un investimento considerevole, potresti prendere in considerazione l’idea di migliorare l’isolamento solamente di quelle stanze dove è presente lo splitter interno, nelle quali probabilmente passi la maggior parte del tempo (cucina, salotto e camere da letto).

Sfrutta altre modalità dell’apparecchio

Nei mesi meno caldi (maggio, giugno e settembre) puoi affidarti alla modalità deumidificatore piuttosto che usare il condizionatore nel pieno della sua potenza. Durante quest’ultima modalità, infatti, le risorse sono completamente caricate per asportare quanta più massa calda possibile all’esterno. Nella fase di deumidificazione, invece, avviene un raffrescamento dovuto alla condensa del vapore presente nelle stanze, il quale viene poi scaricato sotto forma di acqua. Il compressore è attivo, ma consuma largamente meno energia e il risultato è il medesimo.

Valuta lo spegnimento programmato

Durante le notti afose è difficile riposare decentemente. Il condizionatore aiuta a creare un ambiente più fresco e secco, quindi più confortevole. Il problema è che non capita spesso di svegliarsi durante la notte, perciò potresti rischiare di mantenere acceso tutto il sistema per più di otto ore consecutive. Quasi tutti i climatizzatori, al giorno d’oggi, consentono di essere attivati o spenti posticipatamente.

Prima di andare a dormire, dunque, imposta lo splitter perché possa spegnersi dopo due o tre ore. Se il dimensionamento è giusto, infatti, è necessario pochissimo tempo per abbassare significativamente la temperatura interna (anche meno di un’ora) e se l’isolamento è buono non sarà più necessario che il clima rimanga acceso raggiunti i 26 o 25 gradi.

Non impostare temperature troppo basse del condizionatore

Molti pensano che impostando una temperatura bassissima (inferiore ai 20 gradi) aumenti l’efficacia del condizionatore. Questo è scorretto, in quanto negli apparecchi senza inverter il compressore lavora sempre a piena potenza. Se imposti una temperatura troppo bassa, però, sarà quasi impossibile raggiungerla velocemente e costringerai le due unità a lavorare più di quanto necessario. 23-23 gradi climatizzati sono più che ottimi per un ambiente fresco e confortevole.

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